fbpx
Palmieri Studio

Note di viaggio: Rivoli

Contrariamente a quanto si può pensare, l’inverno non è assolutamente un periodo dell’anno in cui la realizzazione di giardini si arresta. In gran parte di questa stagione possono venire eseguiti diversi lavori, ovviamente a patto che la creazione del giardino venga considerata in tutte le sue fasi, che non si riducono alla sola messa a dimora di piante ed arbusti.

Per le fasi conclusive della realizzazione di un giardino, che consistono essenzialmente nella piantagione degli elementi vegetali e nella semina del tappeto erboso, bisogna aspettare i momenti più propizi per la buona riuscita del lavoro, che coincidono con i cicli vegetativi delle piante stesse.

Si preferirà quindi eseguire queste operazioni nel periodo primaverile o ancora meglio in quello autunnale. Alle nostre latitudini sono infatti questi i periodi dell’anno in cui gli elementi vegetali sono fisiologicamente attivi e trovano le migliori condizioni climatiche per ben impiantarsi nel nuovo terreno a loro assegnato, evitando le condizioni ambientali più difficili presentate dal caldo estivo e dal freddo invernale.

È evidente che bisogna tenere in considerazione il luogo in cui si deve operare, per cui il periodo ideale in cui eseguire determinate operazioni colturali per un giardino sulla riviera Adriatica è già diverso da quello ottimale per un giardino in Versilia o sulla riviera Ligure. A maggior ragione l’arco temporale ottimale in cui portare a termine determinate lavorazioni presenta uno sfasamento se si lavora al sud Italia rispetto all’Italia settentrionale.

Anche i cambiamenti climatici in atto pongono una sfida sotto questo punto di vista e ci portano ad evitare con sempre maggiore frequenza i mesi più caldi dell’anno, ormai caratterizzati sia da temperature molto elevate sia dalla pressoché completa assenza di precipitazioni.

Quindi, facendo le dovute distinzioni sulla base del luogo in cui si è chiamati a lavorare, i mesi che vanno da marzo a maggio e da settembre a novembre sono generalmente i più propizi per le fasi conclusive della creazione del giardino, ovvero tutte quelle che riguardano gli elementi vegetali che andranno a popolarlo ed a renderlo un luogo mutevole ed emozionante.

Se però si considera la realizzazione del giardino in tutte le sue fasi, i mesi disponibili per eseguire le varie lavorazioni si estendono sensibilmente e in particolare al periodo estivo e a quelli all’inizio e alla fine dell’inverno.

Come abbiamo già avuto modo di illustrare precedentemente, la realizzazione del giardino ha inizio con la modellazione del terreno e la predisposizione della parte impiantistica.

Queste lavorazioni sono cruciali nella creazione di parchi e giardini, dal momento che costituiscono le ‘fondamenta’ su cui tutta la nostra opera andrà a poggiare.

Plasmare il terreno con gesto chiaro e deciso, oltre che permettere la risoluzione delle problematiche insite in ogni luogo, come la presenza di dislivelli e salti di quota o la necessità di opere di consolidamento del terreno, rende la progettazione di giardini vera architettura e creazione di luoghi chiaramente frutto dell’azione dell’uomo.

Un versante collinare o un terreno con avvallamenti e dossi che vengano popolati da piante disposte in maniera accurata seguendo le regole della buona composizione saranno sicuramente suggestivi, ma resteranno comunque frutto di un’operazione superficiale di maquillage vegetale.

Gli stessi luoghi, plasmati tramite la modellazione del terreno anche leggera semplicemente dando vita a piani ben livellati, creando una cesura ben definita o tracciando una linea decisa e un sentiero ben disegnato, muteranno carattere e passeranno da essere ambiente naturale ad essere opera frutto di un pensiero progettuale chiaramente umano.

Il primo approccio può essere paragonato all’adibire ad abitazione un luogo naturale, come un anfratto o una caverna. Il secondo è invece confrontabile con la costruzione di un edificio dalle forme pure e razionali, visibilmente diverso da tutto ciò che di naturale vi è all’intorno, ma comunque profondamente armonizzato allo spirito del luogo in cui si trova.

Operare con l’ambiente naturale non significa infatti creare opere avulse dal proprio contesto, bensì esaltarne la vera natura per trasformare appunto l’ambiente in paesaggio.

Nel momento in cui si plasma e si modella il terreno creando la struttura del giardino, si va anche a realizzare tutta la parte tecnica che sarà necessaria per la vita e la gestione del giardino nel corso degli anni.

La parte impiantistica è necessaria nel giardino moderno esattamente come lo è nella casa contemporanea. La presenza di punti luce e della corrente elettrica in generale permetterà di rendere vivibili le varie parti del giardino, così come l’impianto di irrigazione permetterà di avere maggiori opzioni nella scelta delle specie vegetali da impiegare, senza rendere insostenibile l’onere della gestione.

È infatti impensabile che i committenti oggigiorno possano impiegare una grande quantità di tempo della gestione del loro giardino, soprattutto se di notevoli dimensioni. Annaffiare le piante manualmente, oltre che fare un uso inefficiente dell’acqua, richiede diverse ore di lavoro al giorno, tempo impiegabile in maniera ben più fruttuosa se è presente un efficiente sistema di irrigazione automatizzata.

Fatto salvo il dovere di impiegare piante adatte al luogo e di optare per scelte progettuali che limitino il fabbisogno di acqua nel corso del tempo, risulta quantomeno bizzarra l’attuale tendenza verso un’idea di giardino come luogo ‘naturale’ da cui l’utilizzo della tecnica sia bandito, quando tutto ciò che ruota attorno alla nostra vita è sempre più intriso di ritrovati tecnici, dai nostri elettrodomestici alle autovetture, ecc.

Anche in questo caso, pensare ad un giardino senza alcun supporto impiantistico equivale a rinunciare nelle nostre case ad elettrodomestici come la lavatrice o la lavastoviglie perché ‘non naturali’, mentre la soluzione è in una sempre maggiore efficienza e sostenibilità dell’uso della tecnica nelle nostre vite, incluso nei nostri giardini.

I mesi invernali e quelli estivi sono quindi tutt’altro che periodi di inattività per chi costruisce parchi e giardini. Sono al contrario i periodi dell’anno in cui vengono portate a termine lavorazioni meno note ma assolutamente fondamentali per dar vita a giardini veramente contemporanei, ovvero rispondenti alle esigenze della vita moderna in cui tutti siamo immersi.

Continua a Leggere