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Palmieri Studio

L’acqua nel giardino

Il termine giardino viene dal tedesco ‘garten’, che significa ‘recinto’.

Il termine paradiso deriva dal persiano ‘pairidaeza’, che indica uno spazio recintato.

Quindi il giardino, nel suo significato più remoto e profondo, è uno spazio racchiuso, un paradiso, uno scrigno, un luogo protetto che contiene il meglio, ciò che si ritiene sia più bello, più utile, e per questo anche più delicato.

Fuori dal recinto non vi è per forza il peggio, ma vi si trova ciò che è selvatico e ignoto, la natura non umanizzata.

E cosa contiene il giardino in quanto scrigno di delizie, ‘paradiso’ appunto?

Include alberi ornamentali e piante da frutto, fiori ed uccelli, ma soprattutto vi troviamo l’acqua.

L’acqua scorre nel giardino e lo innerva svolgendo sia una funzione pratica, essenziale alla vita delle piante, sia profondamente simbolica.

Il modello del ‘paradiso’ persiano infatti, è caratterizzato da uno schema quadripartito con canali d’acqua che si dipartono dal punto centrale del giardino a simboleggiare i quattro fiumi dell’Eden che danno vita all’intero cosmo.

Grandi canali navigabili e specchi d’acqua sono parte integrante anche del giardino egiziano, legato alla simbologia del Nilo in quanto fonte di vita e altro modello da cui trarranno spunto il giardino romano con i suoi canopi e tutti gli stili che successivamente si ispireranno ad esso.

Quindi fin dalle origini, la presenza dell’acqua ha caratterizzato l’idea stessa di giardino.

L’acqua è vita e il giardino, luogo per eccellenza della fertilità e della bellezza, è legato ad essa in maniera inscindibile.

L’acqua è un elemento immancabile non solo nel giardino occidentale.

Insieme alla pietra, è l’elemento costitutivo stesso del giardino cinese e di quello orientale che da esso trae origine.

Il grande lago su cui si riflette la sagoma delle pagode, disseminato di rocce che simboleggiano isole, è il cuore stesso del giardino cinese.

L’acqua si distingue per le sue capacità di trasformazione, di assumere forme ed aspetti diversi interagendo con la luce dell’ambiente. L’indefinitezza del riflesso degli oggetti sulla superficie mutevole dell’acqua, simboleggia l’illusione rappresentata dalla realtà e l’incapacità di vederla per ciò che per il buddhismo essa è, ovvero illusione.

Ammirare da una terrazza che si affaccia sul lago, il riflesso della luna che si specchia nell’acqua, incarna la filosofia stessa dell’attesa, tanto cara al giardino giapponese.

L’elemento acqua quindi è sempre stato presente nel giardino con alte valenze simboliche ed è stato via via declinato in molte forme diverse nel corso delle epoche e nelle varie culture: canale, lago, torrente, cascata, fontana, ninfeo, gioco d’acqua, e così via.

Anche nel progetto del giardino contemporaneo, l’acqua è uno dei mezzi espressivi più importanti di cui dispone l’Architetto paesaggista, insieme alla pietra, l’elemento costruito, e alle piante, l’elemento naturale.

L’acqua è luce, riflesso, cielo.

Ma, soprattutto, oggi l’acqua assume un ruolo decisivo nel rendere il giardino uno spazio vissuto, luogo del tempo trascorso piacevolmente all’aperto.

Questo è particolarmente importante per fare del giardino una parte integrante della vita domestica e non un semplice quadro da ammirare senza alcuna interazione diretta.

Ciò avviene inserendo l’acqua nel giardino sotto forma di piscina o di bio-lago.

La presenza dell’acqua in questa declinazione, permette di coniugare una forte valenza estetica con la massima fruibilità dello spazio esterno, oltre ad essere un notevole moltiplicatore di valore del giardino.

Data la particolare rilevanza di questi elementi nel giardino moderno, ne parleremo in due video dedicati.

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