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Palmieri Studio

La progettazione dei giardini in Italia

Genius loci

L’aspetto principale che si deve prendere in considerazione nel progettare un giardino è il contesto in cui esso è inserito.

La progettazione di giardini è ben lungi dall’essere una disciplina svincolata dai fattori di luogo e di tempo in cui si trova ad essere espressa. Mentre nel caso dell’architettura tout court si può pensare di dar vita ad un progetto del tutto estraneo al proprio contesto in termini stilistici e formali, nel caso del garden design è molto più difficile prescindere dalla particolare conformazione del territorio in cui ci si trova ad operare e dagli aspetti climatici che lo caratterizzano.

Ai condizionamenti materiali dati dall’ubicazione del giardino, dal suo clima e microclima, bisogna poi aggiungere il genius loci, ovvero lo spirito del luogo che tanta importanza rivestiva nel giardino greco e romano e che impregna di sé ogni giardino che sia armonicamente inserito nel proprio contesto.  

A meno di non concepire il giardino come ambiente completamente chiuso in se stesso, idea originaria da cui nasce il giardino occidentale e che è insita nell’etimologia stessa del termine ‘giardino‘, risulta quindi impossibile non tenere conto dei condizionamenti dell’ambiente sullo stile del giardino. 

Per comprendere meglio come il territorio abbia sempre influenzato la realizzazione di spazi verdi, è utile fare qualche cenno alla storia del giardino.

Sulle orme del giardino romano, di cui si pone come erede diretto, il giardino all’italiana nasce all’inizio del Rinascimento come giardino di collina, differenziandosi in questo dai modelli che seguiranno e si imporranno in Europa nei secoli seguenti. 

Lo stile del giardino classico francese o del giardino all’inglese riflette la predominante conformazione del territorio in questi paesi. 

Il grande giardino francese del seicento si estende per enormi ampiezze, in spazi pianeggianti ricavati da sterminate aree boschive. Gli elementi peculiari dello stile francese sono le dimensioni sovrumane, la possibilità dello sguardo di abbracciare il giardino che si perde fino all’orizzonte, il contrasto fra gli ordinati spazi formali e le foreste circostanti che costituiscono il limite visibile dell’intervento umano sulla natura ingovernata.  

Il giardino paesaggista inglese del settecento viene realizzato in aree dolcemente ondulate, occupate da grandi distese erbose destinate al pascolo. 

La naturalezza dello stile inglese è ottenuta dalla presenza di gruppi di alberi frapposti a prati verdeggianti, dalla mancanza di una chiara impostazione formale e dall’assenza di una netta separazione fra giardino e campagna, ottenuta ad esempio attraverso l’assenza di steccati e confini visibili che sono sostituiti dalla tipologia dello ‘ha-ha’, il fossato invisibile che impedisce alle greggi di devastare il giardino. 

Ovviamente i modelli di giardino succitati sono espressione anche di una visione filosofica del mondo e di un’idea di arte che il giardino doveva esprimere. 

Nel caso del giardino francese si tratta dell’idea del dominio ottenuto dall’ingegno umano sulla natura caotica, riflesso del potere assoluto del Re Sole. Il giardino diviene quindi teatro, luogo della rappresentazione del potere in cui le anime elette della più alta nobiltà agiscono come attori impegnati a rappresentare i rituali della vita di corte.   

Nel caso del giardino naturalista si tratta di incarnare l’idea, ispirata dal modello del giardino cinese e dalle atmosfere evocate dalla pittura paesaggista del XVII secolo, di una natura più libera e autonoma, specchio di una società meno ingessata in rigidi rapporti di classe come era quella inglese del tempo.

Ma gli elementi teorici che sottendono i vari stili di giardino sono stati espressi concretamente in una determinata maniera proprio in virtù della conformazione dei luoghi e del clima in cui hanno trovato realizzazione.

Le stesse idee, trasposte in un contesto diverso, avrebbero inevitabilmente originato giardini diversi. 

Il giardino in collina

Venendo all’Italia, durante i secoli insicuri del medioevo i giardini erano costituiti da spazi produttivi o luoghi di delizia inclusi all’interno di castelli e palazzi fortificati. Prima di essi, durante le epoche delle invasioni barbariche, il giardino era sopravvissuto nel nucleo del chiostro dei monasteri benedettini e sotto forma di giardino dei semplici e di frutteto, elementi sempre presenti nei complessi conventuali   

Nel corso del ‘400, con la riscoperta dei modelli classici e con la maggiore sicurezza sociale, si torna ad edificare ville di campagna sull’esempio degli antichi, andando a reinterpretare le teorie espresse da Vitruvio ed altri autori classici. 

Il giardino torna ad essere in stretto rapporto con l’architettura come già era accaduto nell’antica Roma, oggetto di un lavoro di progettazione simile a quello che viene fatto per la villa di cui è al servizio.

Le ville rinascimentali vengono costruite nelle vicinanze della città, sulle colline che offrono un’aria salubre e migliori condizioni climatiche ed igieniche.

La realizzazione di giardini in aree collinari ne influenza in maniera decisiva lo stile e le caratteristiche costruttive. 

Non potranno mancare i terrazzamenti, necessari per rendere fruibile un’area scoscesa, muri di contenimento che verranno occupati da nicchie in cui ospitare statue antiche ed in seguito da grotte e ninfei, affacci panoramici e scalinate che collegano i vari livelli del giardino. 

E’ poi necessario disporre di acqua sia per la villa e i suoi occupanti, sia per la vita del giardino. 

In un giardino terrazzato la presenza dell’acqua non può essere statica. 

La differenza di quota fra le varie parti del giardino farà sì che l’acqua sia sempre in movimento, scorrendo dalla sommità verso le parti più basse del giardino e dando vita a scale d’acqua, cascate e fontane dai getti spettacolari. Si deve tener conto del fatto che fino al ’600 non si disponeva di pompe che potessero convogliare efficacemente l’acqua nel giardino. Tutti i giochi d’acqua e i sistemi di irrigazione venivano realizzati sfruttando la gravità, grazie ad un sapientissimo uso dell’idraulica e ad un utilizzo efficiente dell’acqua, sfruttata in tutto il suo percorso dalla sommità fino ai piedi del giardino. 

Grandi distese d’acqua in quiete, che agiscono come enormi specchi riflettenti il cielo e la luce, sono così tipici del giardino francese ma non di quello italiano.

Quindi la creazione di giardini non può prescindere dal contesto in cui avviene: per questa ragione l’analisi del luogo è la prima imprescindibile fase della progettazione di giardini. 

Le condizioni climatiche e la tipologia dei materiali da costruzione disponibili nell’area influenzano anche l’architettura di edifici. 

Ma a patto che soddisfi esigenze funzionali ed abitative definite, un edificio può essere realizzato in maniera estremamente libera e svincolata dal contesto in cui si opera. 

La creazione di giardini avviene operando direttamente sul terreno e consiste nel dare una veste nuova al paesaggio esistente. 

E’ impossibile, sia per ragioni tecniche che economiche, andare a stravolgere la conformazione dell’ambiente circostante, il quale inevitabilmente definirà il carattere e la struttura del giardino che andremo ad ideare. 

Per questo motivo, la varietà architettonica che possiamo notare nelle nostre città non ha un parallelo nella realizzazione di giardini. 

I giardini nelle Marche

Le Marche, così come gran parte della penisola ed in particolare il centro Italia, sono caratterizzate principalmente da un paesaggio collinare dal carattere spiccatamente agricolo. Tralasciando la creazione di giardini sulla costa, che presenta problematiche specifiche, nella provincia di Ascoli Piceno, di Fermo, di Macerata e di Ancona i giardini sono spesso realizzati in aree collinari. 

La provincia di Pesaro e Urbino, più simile all’Umbria, costituisce un’eccezione essendo più aspra nella sua orografia, più boscosa e meno caratterizzata dalla chiara geometricità del paesaggio agricolo tipica del resto della regione. 

Quindi il progettista di giardini nelle Marche non si potrà sottrarre al confronto con le problematiche tipiche del giardino all’italiana.

Progettare un giardino nel XXI secolo presenta ovviamente sfide diverse rispetto al passato: a problematiche simili vanno date risposte nuove. 

Il giardino contemporaneo deve riflettere i valori della modernità, primo fra tutti il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità nell’uso delle risorse naturali.   

Come in passato, è tuttora necessario modellare il terreno per definire le aree del giardino e per permetterne la vivibilità in ogni sua parte. Nel creare terrazzamenti e percorsi, si cercherà però di evitare l’uso di materiali dall’impatto ambientale eccessivo. 

La creazione di terrazze, balaustre e scalinate in pietra sarà rimpiazzata dall’impiego di materiali più leggeri e meno costosi, che limitino l’impermeabilizzazione delle superfici e diano un carattere contemporaneo al giardino. 

Tra l’altro non bisogna dimenticare i maggiori vincoli esistenti oggigiorno nell’edificare opere costruite in giardino, per cui ciò che in passato era demandato alla pietra può oggi essere ottenuto con metodologie diverse, come le terre armate o altre soluzioni di ingegneria naturalistica.

La progettazione di giardini moderni 

Il giardino moderno deve esprimere i gusti e la personalità di chi lo vive, e quindi non potrà imitare in maniera acritica lo stile classico, che rifletteva il senso estetico e le esigenze dei committenti dell’epoca. 

Gli elementi decorativi tipici di epoche passate, come statue, fregi e vasi, vanno usati con parsimonia e declinati in forme moderne. 

Ogni tipo di abbellimento va introdotto soltanto se è funzionale a creare l’atmosfera che desideriamo, evitando ogni forma di ostentazione che può sfociare nel cattivo gusto. 

La decorazione fine a se stessa fa passare di moda il giardino nell’arco di pochi anni, col risultato che esso non riuscirà più ad emozionare ed a comunicare con chi lo vive.

Un ruolo a parte è rivestito dalla presenza dell’arte nel giardino. Qui non si tratta di decorazione, ma di stabilire un connubio e un rapporto significativo fra l’opera d’arte e il giardino che la ospita, in una relazione da cui entrambi escano valorizzati e trasfigurati. 

Il giardino viene radicalmente trasformato dalla presenza di opere d’arte al suo interno, che ne cambiano decisamente la valenza e i significati. 

Allo stesso modo l’impatto emotivo dato da un’opera d’arte en plein air è molto diverso, e a volte enormemente accresciuto, rispetto alla fruizione dell’opera nel contesto più asettico del museo. 

Ma questo non ha nulla a che fare con l’introduzione in giardino di statue classiche o altri elementi che scimmiottano modelli formali ormai tramontati definitivamente.   

Il giardino deve mediare fra l’elemento eterno della natura e quello mutevole della cultura dell’uomo, elemento quest’ultimo in continua evoluzione, anche quando si ha a che fare con retaggi tradizionali. 

Ad esempio, il giardino di un casale deve armonizzarsi all’ambiente agricolo, da cui anche la casa colonica trae ispirazione. 

Come la casa dovrà però rispondere alle esigenze del vivere moderno, reinterpretando la tradizione in modo innovativo, così il giardino dovrà essere inserito nel proprio contesto senza ripetere modelli del passato. 

L’architetto paesaggista deve riuscire a fare un uso moderno di elementi naturali come le piante, e un uso naturale di materiali anche innovativi nelle parti costruite.

Soprattutto, il progettista del verde dovrà essere in grado di dar vita ad uno spazio che sia vissuto da chi lo abita, così come lo era in passato. Uno spazio cioè che interpreti la contemporaneità e non si perda nell’imitazione stereotipata di esempi trascorsi.

Il giardino deve riportare le persone a contatto con la natura e in sintonia con i suoi ritmi lenti e profondi. Questo è possibile soltanto se il suo progetto è funzionale e rispondente alle esigenze della vita odierna. 

Nel concepire e realizzare giardini moderni, bisogna quindi guardare alla storia passata per trarne spunto. 

Ma alle stesse problematiche affrontate in passato, il creatore di giardini deve dare risposte innovative ed inserite nella contemporaneità.

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